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Nel 2040 sarà il sole la principale fonte d’energia

Che sia urgente liberare le nostre economie dalla schiavitù degli idrocarburi nessuno oserebbe metterlo in discussione, fatta eccezione probabilmente per i paesi che sul petrolio costruiscono le loro fortune. Ma dove trovare l'alternativa valida e a un prezzo accettabile?

Bradford T.: La rivoluzione solare, Francesco Brioschi Editore
Il sottotitolo recita: «Perché l’energia del futuro viene dal sole».

Trattandosi di un’affermazione e non di un interrogativo è lecito attendersi che l’autore sappia il fatto suo e che intenda spiegarci il perché appunto della sua sicurezza.

Lui, Travis Bradford, è in effetti fondatore e presidente del Prometheus Institute for Sustainable Development – come si legge nel secondo risvolto di copertina – organizzazione nonprofit per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie sostenibili.

Un personaggio quindi con le carte in regola per affrontare il problema da par suo, cioè da manager di numerose compagnie pubbliche e private. Un uomo tutt’altro che avvezzo a sognare, che guarda al sole, ma con i piedi ben piantati per terra.

Quanto dovrebbe bastargli, in altri termini, a capire se l’energia solare sia un “affare di nicchia”, come molti sono propensi a credere, o se costituisca invece la soluzione del problema energetico mondiale.

Va detto che l’energia solare, assieme a quella eolica, è l’unica effettivamente rinnovabile (almeno finché il sole non imploderà, lo sanno tutti, fra qualche miliardo di anni), essendo tutte le altre nient’affatto rinnovabili in quanto per essere prodotte hanno bisogno di altre fonti di energia (penso soprattutto all’idrogeno).

Sulla fonte “inesauribile” quindi non si discute, ma il problema è come catturare e se possibile immagazzinare l’energia solare per servirsene alla bisogna.

Una constatazione tanto semplice da apparire degna di Monsieur de La Palisse o del Catalano di casa nostra, non fosse che, come tutti sanno, i costi della tecnica fotovoltaica, quella attualmente in uso per produrre elettricità senza la quale il mondo si ferma, sono molto elevati.

Che fare, allora? Semplice: ridurre i costi.

Ci prova a dimostrare come andranno le cose in questo libro Bradford che ha, come abbiamo visto, i numeri per farlo. «L’apostolo – scrivono nell’introduzione Leonardi e Ranci - avanza con forza le sue tesi, che sono ovviamente opinabili. L’uomo d’affari valuta la realizzabilità.»

E l’uomo d’affari infatti sostiene puntualmente che «Si può fare». Non subito, naturalmente, ma attorno al 2040, quando cioè l’industria del fotovoltaico (la tecnologia che Bradford predilige senza alternative) avrà raggiunto la fase “dominante”, grazie a una riduzione del costo sino a 1000 dollari per chilowatt di potenza installata (contro gli attuali 6000 dollari, ma nel 2020 dovrebbero già essere 2500).

Economie di scala, incentivi, riconversione al fotovoltaico delle industrie di produzione-distribuzione di energia elettrica (gas, petrolio, carbone).

Sarà vero? «L’insegnamento più importante – scrive Bradford – che questo libro può offrire, è che l’energia solare è un’industria e una realtà economica, piuttosto che un traguardo filosofico.»

La dimostrazione è, almeno in parte, nei provvedimenti messi in atto da Germania e Giappone: «In questi mercati e aree geografiche l’attuale rinascita dell’interesse nell’energia solare sta trovando tereno fertile, e la riduzione dei costi che si è verificata in tali mercati ha dato un sorprendente impulso alla crescita del settore negli ultimi dieci anni. […] Il costo di produzione dei sistemi fotovoltaici continua a diminuire a un tasso compreso fra il 5 e il 6% l’anno.»

Da non credere! Altro che carbone pulito e nucleare!

Fonte: http://www.quotidianocasa.it/

 
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