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Secondo le stime del GSE il 2007 è stato un anno decisivo per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia. Oltre il 500% in più in un anno, sono stati istallati più impianti nel 2007 rispetto ai 25 anni precedenti. Il dato è confortante, ma, se confrontato con quanto fatto negli altri Stati europei, 2,7 gigawatt a fronte dei 12 spagnoli e degli oltre 20 tedeschi, rende l'idea di quanto ancora c'è da fare per colmare il ritardo e centrare gli obiettivi di Kyoto e dell'Unione. In effetti l'Italia è ferma a 60 megawatt istallati nonostate il suo alto potenziale nel campo del fotovoltaico. Nel nostro paese le regioni ideali per lo sviluppo del fotovoltaico sono quelle meridionali e insulari anche se, per la capacità che hanno di sfruttare anche la radiazione diffusa, gli impianti fotovoltaici possono essere installati anche in zone meno soleggiate. In località favorevoli è possibile raccogliere annualmente circa 2.000kWh da ogni metro quadrato di superficie, il che è l'equivalente energetico di 1,5 barili di petrolio per metro quadrato. La quantità di energia prodotta da un generatore fotovoltaico varia nel corso dell'anno e dipende da una serie di fattori come la latitudine e l'altitudine del sito, l'orientamento e l'inclinazione della superficie dei moduli, e le caratteristiche di assorbimento e riflessività del territorio circostante. A titolo indicativo alle latitudini dell'Italia centro-meridionale un metro quadrato di moduli può produrre in media 0,3-0,4kWh al giorno nel periodo invernale, e 0,6-0,8kWh in quello estivo. Secondo il nuovo Pacchetto UE, l'obiettivo del 20% di energia da fonti rinnovabili al 2020 sarà spalmato su tutti i Paesi Membri . L'Italia dovrà, in 12 anni, triplicare, dal 5% attuale al 17%, la quota di rinnovabili sull'energia primaria, pena sanzioni, con obiettivi vincolanti regione per regione. Al momento comunque il fotovoltaico continua a crescere con circa 1000 impianti al mese e la nuova finanziaria 2008 prevede obblighi e sanzioni per i grandi gestori elettrici sui tempi di interconnessione dei nuovi impianti. Fonte: www.ambientenergia.info
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